04.12.2013 14:16

IL TACCO DI DIO

"E' stato il giocatore più intelligente della storia del calcio brasiliano"
Pelè

4 Dicembre 2011 muore Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, per tutti SOCRATES o " IL TACCO DI DIO".

Nasce in una famiglia benestante di origine cristiana maronita, fuggita dalla Terra santa in seguito al bombardamento del suo villaggio nel Nord d'Israele nel 1948. In seguito alla sua nascita, la famiglia si trasferisce a Ribeirão Preto. Il padre Raimundo, benché non abbia studiato molto, lo chiama come il filosofo greco dopo aver letto La Repubblica di Platone e lo manda a scuola e all'università, permettendogli di laurearsi in medicina. Inizialmente Sócrates non esercita la professione, preferendo l'attività di calciatore.

Iniziò la sua carriera sportiva nel Botafogo di Ribeirão Preto nel 1974.
Dal 1978 al 1984 militò poi nel Corinthians, di cui fu anche capitano.
La politica scorreva nelle sue vene al pari della passione per il calcio, e proprio nel club paulista si rese protagonista e trascinatore di un’iniziativa che passò alla storia, almeno del pallone: la squadra si rifiutò di riconoscere l’autorità dell’allenatore e per tre anni mise in piedi una sorta di “autogestione” che venne definita “democrazia corinthiana”. Nell’82 arrivò la celebrazione di quegli ideali ribelli in campo, perché il Corinthians vinse il titolo e la squadra si presentò con la parola ‘Democrazia’ ben impressa sulle maglie. In quel periodo il Brasile era sotto dittatura e fu anche per questo che Socrates divenne per il popolo brasiliano un vero e proprio idolo.

Nel 1984 venne acquistato dalla Fiorentina per 5,3 miliardi di lire ma proprio per il suo carattere, tuttavia, non legò con l'ambiente italiano e non si integrò con il gruppo della Fiorentina, malgrado fosse entusiasta all'idea di giocare in Italia.
Dopo una stagione ritornò in Brasile, prima al Flamengo e poi al Santos, dove chiuse la carriera nel 1988.
Nel 2004 tornò in campo per pochi minuti con il Garforth Town, squadra dilettantistica inglese, resa nota a livello mondiale proprio da quella fugace apparizione del campione brasiliano.

Sócrates fu capitano dei verdeoro nel 1982 e vicecapitano nel 1986: prima l'Italia di Enzo Bearzot, poi la Francia di Michel Platini gli impedirono di vincere il mondiale.
In Spagna, grazie ad un tiro tra palo e portiere che batté Dino Zoff, fu l'autore del primo momentaneo pareggio verdeoro al 12' della cruciale partita contro l'Italia al Sarriá di Barcellona per l'ingresso in semifinale.
In Coppa America, arrivò terzo nel 1979 e secondo nel 1983, anno in cui perse la doppia finale contro l'Uruguay.

Ritiratosi dal calcio nel 1988, inizia la carriera da medico a Ribeirão Preto. Svolge anche l'attività di commentatore sportivo per la tv brasiliana, oltre ad incidere un disco, a fare l'impresario teatrale e ad avvicinarsi anche alla politica.

Ma la sua vita fu segnata anche dalla passione per fumo e alcol e nel corso del 2011 Socrates è ricoverato più volte in ospedale per disturbi all'apparato digerente e intestinale, causati dall'abuso di alcol e sfociati poi, a settembre, in un'emorragia intestinale complicata da una cirrosi epatica in atto. Il 3 dicembre è ricoverato nuovamente a causa di un'infezione intestinale che ne provoca la morte il giorno dopo.

Socrates, soprannominato anche "Dottore" sapeva bene...e già nel 1983 aveva già previsto tutto dicendo: "Vorrei morire di domenica, nel giorno in cui il Corinthians vince il titolo".
Socrates morì proprio il giorno in cui il Corinthians si laureo campione nazionale. Al triplice fischio della gara con il Palmeiras, migliaia di tifosi hanno omaggiato il Dottore andando in pellegrinaggio commossi sulla sua tomba.
Foto: "E' stato il giocatore più intelligente della storia del calcio brasiliano"
Pelè

4 Dicembre 2011 muore Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, per tutti SOCRATES o " IL TACCO DI DIO".

Nasce in una famiglia benestante di origine cristiana maronita, fuggita dalla Terra santa in seguito al bombardamento del suo villaggio nel Nord d'Israele nel 1948. In seguito alla sua nascita, la famiglia si trasferisce a Ribeirão Preto. Il padre Raimundo, benché non abbia studiato molto, lo chiama come il filosofo greco dopo aver letto La Repubblica di Platone e lo manda a scuola e all'università, permettendogli di laurearsi in medicina. Inizialmente Sócrates non esercita la professione, preferendo l'attività di calciatore.

Iniziò la sua carriera sportiva nel Botafogo di Ribeirão Preto nel 1974.
Dal 1978 al 1984 militò poi nel Corinthians, di cui fu anche capitano.
La politica scorreva nelle sue vene al pari della passione per il calcio, e proprio nel club paulista si rese protagonista e trascinatore di un’iniziativa che passò alla storia, almeno del pallone: la squadra si rifiutò di riconoscere l’autorità dell’allenatore e per tre anni mise in piedi una sorta di “autogestione” che venne definita “democrazia corinthiana”. Nell’82 arrivò la celebrazione di quegli ideali ribelli in campo, perché il Corinthians vinse il titolo e la squadra si presentò con la parola ‘Democrazia’ ben impressa sulle maglie. In quel periodo il Brasile era sotto dittatura e fu anche per questo che Socrates divenne per il popolo brasiliano un vero e proprio idolo.

Nel 1984 venne acquistato dalla Fiorentina per 5,3 miliardi di lire ma proprio per il suo carattere, tuttavia, non legò con l'ambiente italiano e non si integrò con il gruppo della Fiorentina, malgrado fosse entusiasta all'idea di giocare in Italia.
Dopo una stagione ritornò in Brasile, prima al Flamengo e poi al Santos, dove chiuse la carriera nel 1988.
Nel 2004 tornò in campo per pochi minuti con il Garforth Town, squadra dilettantistica inglese, resa nota a livello mondiale proprio da quella fugace apparizione del campione brasiliano.

Sócrates fu capitano dei verdeoro nel 1982 e vicecapitano nel 1986: prima l'Italia di Enzo Bearzot, poi la Francia di Michel Platini gli impedirono di vincere il mondiale.
In Spagna, grazie ad un tiro tra palo e portiere che batté Dino Zoff, fu l'autore del primo momentaneo pareggio verdeoro al 12' della cruciale partita contro l'Italia al Sarriá di Barcellona per l'ingresso in semifinale.
In Coppa America, arrivò terzo nel 1979 e secondo nel 1983, anno in cui perse la doppia finale contro l'Uruguay.

Ritiratosi dal calcio nel 1988, inizia la carriera da medico a Ribeirão Preto. Svolge anche l'attività di commentatore sportivo per la tv brasiliana, oltre ad incidere un disco, a fare l'impresario teatrale e ad avvicinarsi anche alla politica.

Ma la sua vita fu segnata anche dalla passione per fumo e alcol e nel corso del 2011 Socrates è ricoverato più volte in ospedale per disturbi all'apparato digerente e intestinale, causati dall'abuso di alcol e sfociati poi, a settembre, in un'emorragia intestinale complicata da una cirrosi epatica in atto. Il 3 dicembre è ricoverato nuovamente a causa di un'infezione intestinale che ne provoca la morte il giorno dopo.

Socrates, soprannominato anche "Dottore" sapeva bene...e già nel 1983 aveva già previsto tutto dicendo: "Vorrei morire di domenica, nel giorno in cui il Corinthians vince il titolo". 
Socrates morì proprio il giorno in cui il Corinthians si laureo campione nazionale. Al triplice fischio della gara con il Palmeiras, migliaia di tifosi hanno omaggiato il Dottore andando in pellegrinaggio commossi sulla sua tomba.

 

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