20.11.2013 08:59
GAIL DEVERS
“Tenere vivi i tuoi sogni. Capire che per raggiungere qualsiasi serve la fede e sopratutto fede in te stesso, visione, duro lavoro, determinazione, e dedizione. Ricordo tutte le cose sono possibili per coloro che credono “.
19 novembre 1966 nasce una delle mie atlete preferite YOLANDA GAIL DEVERS ex atleta statunitense, due volte campionessa olimpica dei 100 metri piani (Barcellona 1992 e Atlanta 1996) ed una volta nella staffetta 4×100 metri (Atlanta 1996).
Sin da piccola è attirata dall’atletica, praticata dal fratello Parenthesis, finchè non si convince a provare, esordendo come quattrocentista e ottocentista. La sua pratica prosegue sul giro della morte e sul doppio giro fin quando si iscrive alla UCLA, momento in cui viene notata da Bob Kersee, che convince Yolanda a passare alle brevi distanze con e senza ostacoli.
I Progressi della giovane Yolanda sono precisi e costanti, tanto che si presenta nel 1987 ai Giochi Panamericani di Indianapolis, schierandosi sui 100 m. Con grande sorpresa, la Devers si aggiudica la gara, coprendo il rettilineo in 11″14 e venendo subito presa in considerazione come atleta da schierare alle olimpiadi del 1988 di Seul.
Purtroppo, l’atleta americana da un po di tempo percepisce forti emicranie, cali di vista e spossatezza. I problemi di salute si fanno sentire e la velocista americana riesce a superare la prima fase eliminatoria ma non la semifinale, dove finisce la propria gara in 13″51.
Stanca e provata, al ritorno dalla Corea il suo stato di salute subisce un brusco aggravamento, passando improvvisamente da 56 a 39 kg; i medici gli prescrivono un lungo periodo di riposo e, dopo quasi due anni di analisi e il rischio di perdita di un piede, alla Gail Devers viene diagnosticato il morbo di Graves, una rara disfunzione tiroidea che dà forti mal di testa, perdita progressiva della vista e dei capelli, difficoltà nel dormire e nell’articolare il linguaggio.
Incredibilmente, in due anni di terapia e di ritrovati allenamenti, Yolanda riesce a tornare in forma, riuscendo oltretutto a strappare il pass per i mondiali di Tokyo del 1991 vincendo il titolo USA nei 100hs.
Ai Giochi 1992 Devers è straordinaria protagonista, vincendo una combattutissima gara dei 100 metri: cinque atlete arrivano nell'arco di 6 centesimi di secondo e lei conquista la medaglia d'oro davanti a Juliet Cuthbert. Nei 100 hs invece, pur essendo favorita, giunge solo quinta, inciampando sull'ultimo ostacolo mentre stava conducendo la gara con largo margine sulle avversarie; la prova venne vinta dalla greca Paraskevi Patoulidou.
Questo importantissimo anno di competizioni iridate è una manna di medaglie per la Gail Devers: sbaraglia la concorrenza ai mondiali indoor di Toronto sui 60 m, stabilendo il record dei campionati con 6″95, stessa sorte per i suoi avversari ai campionati outdoor, dove le medaglie della Davers sono ben tre: oro nei 100 m col record dei campionati ( 10″82), oro nei 100 hs col record Americano ( 12″46) e, per concludere, l’argento con la 4×100, il tutto coronato dal grande sorriso e le bizzarre unghie lunghissime della Davers.
L’anno dopo, l’America apre le porte alle Olimpiadi, più precisamente ad Atlanta, città in cui Gail Devers arriva questa volta come favorita. Sulla sua strada però c’è la giamaicana Marlene Ottey, fortissima e determinatissima a prendersi l’oro. Le due atlete nella finale dei 100 m si danno battaglia, giungendo al traguardo nello stesso tempo di 10″94. Dopo qualche attimo di grande trepidazione, il tabellone fa segnare la vittoria ai millesimi della Davers che riesce così a bissare l’oro di Barcellona, oro che non resterà da solo, perchè verrà poi accompagnato da quello vinto nella 4×100, arricchendo ancora di più il medagliere della ragazza di Seattle.
Nessuno riesce a fermare la velocista USA, che continua a mietere vittorie internazionali come se fosse imbattibile; si porta a casa anche l’oro ai mondiali indoor del 1997 sui 60 m e, sempre nel 1997, ai mondiali di Atene outdoor, vince la 4×100. Medaglia iridata indoor che non riuscirà a bissare nel 1999 a Maebashi, classificandosi seconda, ma finalmente ottiene dopo diversi anni una nuova medaglia nei 100 hs, più precisamente la medaglia di campione del mondo a Siviglia.
L’età e l’arrivo di nuove avversarie inizia a minare lo strapotere della Davers che, dopo la squalifica alle olimpiadi del 2000, strappa un argento ai mondiali di Edmonton sui 100 hs del 2001; ostacoli che gli riservano comunque una ulteriore gioia ai mondiali indoor dei 2003 a Birmingham, nella quale trionfa con 7″81 sui 60 hs.
Nel 2004, Yolanda Gail Davers decide di lasciare le grandi competizioni internazionali ( dopo aver vinto un altro titolo mondiale sui 60 m indoor), non prima però di aver partecipato alla sua quinta olimpiade, che si terrà ad Atene dove verrà schierata sia nei 100 che nei 100 hs. L’ultima avventura olimpica della Davers si blocca in semifinale sui 100m e con la squalifica nei 100hs. Al termine delle manifestazione, accompagnata dal suo splendido sorriso dicharerà di non aver avuto problemi ad accettare i due risultati, certa di aver dato comunque tanto al suo paese quanto a se stessa.
Ancora oggi, Yolanda Gail Davers continua a gareggiare per diletto.
Ha fondato una fondazione per opere di carità dimostrando come, pur minati da gravi malattie, si possa riuscire ad ottenere risultati, grazie al duro lavoro e al sacrificio.
19 novembre 1966 nasce una delle mie atlete preferite YOLANDA GAIL DEVERS ex atleta statunitense, due volte campionessa olimpica dei 100 metri piani (Barcellona 1992 e Atlanta 1996) ed una volta nella staffetta 4×100 metri (Atlanta 1996).
Sin da piccola è attirata dall’atletica, praticata dal fratello Parenthesis, finchè non si convince a provare, esordendo come quattrocentista e ottocentista. La sua pratica prosegue sul giro della morte e sul doppio giro fin quando si iscrive alla UCLA, momento in cui viene notata da Bob Kersee, che convince Yolanda a passare alle brevi distanze con e senza ostacoli.
I Progressi della giovane Yolanda sono precisi e costanti, tanto che si presenta nel 1987 ai Giochi Panamericani di Indianapolis, schierandosi sui 100 m. Con grande sorpresa, la Devers si aggiudica la gara, coprendo il rettilineo in 11″14 e venendo subito presa in considerazione come atleta da schierare alle olimpiadi del 1988 di Seul.
Purtroppo, l’atleta americana da un po di tempo percepisce forti emicranie, cali di vista e spossatezza. I problemi di salute si fanno sentire e la velocista americana riesce a superare la prima fase eliminatoria ma non la semifinale, dove finisce la propria gara in 13″51.
Stanca e provata, al ritorno dalla Corea il suo stato di salute subisce un brusco aggravamento, passando improvvisamente da 56 a 39 kg; i medici gli prescrivono un lungo periodo di riposo e, dopo quasi due anni di analisi e il rischio di perdita di un piede, alla Gail Devers viene diagnosticato il morbo di Graves, una rara disfunzione tiroidea che dà forti mal di testa, perdita progressiva della vista e dei capelli, difficoltà nel dormire e nell’articolare il linguaggio.
Incredibilmente, in due anni di terapia e di ritrovati allenamenti, Yolanda riesce a tornare in forma, riuscendo oltretutto a strappare il pass per i mondiali di Tokyo del 1991 vincendo il titolo USA nei 100hs.
Ai Giochi 1992 Devers è straordinaria protagonista, vincendo una combattutissima gara dei 100 metri: cinque atlete arrivano nell'arco di 6 centesimi di secondo e lei conquista la medaglia d'oro davanti a Juliet Cuthbert. Nei 100 hs invece, pur essendo favorita, giunge solo quinta, inciampando sull'ultimo ostacolo mentre stava conducendo la gara con largo margine sulle avversarie; la prova venne vinta dalla greca Paraskevi Patoulidou.
Questo importantissimo anno di competizioni iridate è una manna di medaglie per la Gail Devers: sbaraglia la concorrenza ai mondiali indoor di Toronto sui 60 m, stabilendo il record dei campionati con 6″95, stessa sorte per i suoi avversari ai campionati outdoor, dove le medaglie della Davers sono ben tre: oro nei 100 m col record dei campionati ( 10″82), oro nei 100 hs col record Americano ( 12″46) e, per concludere, l’argento con la 4×100, il tutto coronato dal grande sorriso e le bizzarre unghie lunghissime della Davers.
L’anno dopo, l’America apre le porte alle Olimpiadi, più precisamente ad Atlanta, città in cui Gail Devers arriva questa volta come favorita. Sulla sua strada però c’è la giamaicana Marlene Ottey, fortissima e determinatissima a prendersi l’oro. Le due atlete nella finale dei 100 m si danno battaglia, giungendo al traguardo nello stesso tempo di 10″94. Dopo qualche attimo di grande trepidazione, il tabellone fa segnare la vittoria ai millesimi della Davers che riesce così a bissare l’oro di Barcellona, oro che non resterà da solo, perchè verrà poi accompagnato da quello vinto nella 4×100, arricchendo ancora di più il medagliere della ragazza di Seattle.
Nessuno riesce a fermare la velocista USA, che continua a mietere vittorie internazionali come se fosse imbattibile; si porta a casa anche l’oro ai mondiali indoor del 1997 sui 60 m e, sempre nel 1997, ai mondiali di Atene outdoor, vince la 4×100. Medaglia iridata indoor che non riuscirà a bissare nel 1999 a Maebashi, classificandosi seconda, ma finalmente ottiene dopo diversi anni una nuova medaglia nei 100 hs, più precisamente la medaglia di campione del mondo a Siviglia.
L’età e l’arrivo di nuove avversarie inizia a minare lo strapotere della Davers che, dopo la squalifica alle olimpiadi del 2000, strappa un argento ai mondiali di Edmonton sui 100 hs del 2001; ostacoli che gli riservano comunque una ulteriore gioia ai mondiali indoor dei 2003 a Birmingham, nella quale trionfa con 7″81 sui 60 hs.
Nel 2004, Yolanda Gail Davers decide di lasciare le grandi competizioni internazionali ( dopo aver vinto un altro titolo mondiale sui 60 m indoor), non prima però di aver partecipato alla sua quinta olimpiade, che si terrà ad Atene dove verrà schierata sia nei 100 che nei 100 hs. L’ultima avventura olimpica della Davers si blocca in semifinale sui 100m e con la squalifica nei 100hs. Al termine delle manifestazione, accompagnata dal suo splendido sorriso dicharerà di non aver avuto problemi ad accettare i due risultati, certa di aver dato comunque tanto al suo paese quanto a se stessa.
Ancora oggi, Yolanda Gail Davers continua a gareggiare per diletto.
Ha fondato una fondazione per opere di carità dimostrando come, pur minati da gravi malattie, si possa riuscire ad ottenere risultati, grazie al duro lavoro e al sacrificio.
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