16.12.2013 21:03
CIAO CLAY
"Clay Regazzoni mi ha insegnato ad amare la vita. Il gusto della vita l'ho imparato proprio da Clay, e dopo il mio incidente il suo insegnamento è stato ancora più prezioso. Perché se c'era un talento di Clay superiore agli altri questo era il suo pensare positivo.“
Niki Lauda
15 Dicembre 2006 muore CLAY REGAZZONI pilota automobilistico svizzero, vincitore di 5 Gran Premi iridati in Formula 1.
Dopo l'apprendistato di carrozziere nella ditta dello zio a Mendrisio, e spinto dall'amico Silvio Moser, nel 1963, all'età di 24 anni, debutta nelle corse disputando alcune cronoscalate con una Austin-Healey Sprite 950.
Prosegue l'attività sportiva l'anno successivo al volante di una Mini Cooper S 1070, salendo poi in Formula 3 su di una Brabham-Ford nel 1965.
Disputa la sua prima gara di Formula 2 nel 1966 a Siracusa, sempre con una Brabham, dove coglie la pole position. Nel 1967 continua in Formula 3, passando alla Tecno e vincendo il XV Gran Premio de España per F2 e F3 a Jarama: a fine stagione si classifica secondo nella Coppa Europa disputatasi in gara unica ad Hockenheim, piazzamento che consegnò la Coppa delle Nazioni alla Svizzera.
L'anno seguente Regazzoni disputa varie gare in F3, facendo stavolta sua la Coppa Europa ad Hockenheim, contribuendo con questa vittoria alla seconda affermazione consecutiva della nazione elvetica nella Coppa delle Nazioni, e salvandosi miracolosamente in un incidente occorsogli sul circuito di Monte Carlo: all'uscita della variante dopo il tunnel, Regazzoni perde il controllo della sua Tecno 68 andando a sbattere violentemente contro le barriere. Le ridotte dimensioni della monoposto fanno sì che essa si infili sotto il guard rail, con la lama di metallo che passa sopra l'abitacolo. Lo svizzero si accuccia istintivamente, riuscendo ad abbassarsi quel tanto che gli basta per evitare la decapitazione, e la vettura si ferma quando il roll-bar dietro la sua testa va a incastrarsi sotto la barriera
Il suo impegno principale è però il Campionato Europeo di Formula 2 con lo stesso team, dove salta tre delle nove gare e conquista due podi, per poi terminare la stagione in Sudamerica disputando la XVII Temporada Argentina, sempre con la Tecno di F2. Nel 1969 è ancora nell'Europeo dove comincia la stagione con una Dino 166 F2, ritornando poi a metà campionato sulla Tecno 68-Cosworth FVA con cui conquista il suo miglior risultato, il quarto posto al Gran Premio di Enna.
L'anno della sua definitiva affermazione è il 1970, quando diventa campione europeo di Formula 2 sempre la Tecno, vincendo quattro delle otto gare della serie e riuscendo solo alla penultima gara (grazie al regolamento sugli "scarti") ad avere la meglio su un regolarissimo Derek Bell. Prende parte nello stesso anno anche alla 24 Ore di Le Mans, la sua prima gara con vetture Sport Prototipo, al volante della Ferrari 512 S ufficiale in coppia con Arturo Merzario, nell'edizione dello scontro frontale Ferrari-Porsche; Merzario aveva mantenuto la loro vettura tra le prime posizioni fino al cambio, quando Regazzoni fu costretto al ritiro dopo sole due ore di gara a causa dell'incidente sotto la pioggia con la 512 S Reine Wisell, che procedeva lentamente in pista dopo un'uscita di strada (probabilmente causata da un'incomprensione con l'Alfa Romeo T33/3 di Andrea De Adamich).
In seguito avrebbe ancora partecipato a gare del Campionato Mondiale Marche con la Ferrari 312 PB nel 1971 e '72, vincendo in quest'ultima stagione la 1000 km di Monza assieme a Jacky Ickx e la 9 Ore di Kyalami in coppia con Merzario (fuori campionato), contribuendo così al successo della Scuderia Ferrari nella classifica finale. Nel 1973 fu ingaggiato dall'Autodelta e con la nuova Alfa Romeo Tipo 33 TT/12 disputò la Targa Florio, la 1000 km del Nürburgring e la 1000 km di Zeltweg, ma un incidente in prova nella gara siciliana (dove l'equipaggio Regazzoni/Facetti aveva ottenuto il terzo tempo in qualifica) e due ritiri nelle altre due gare chiusero la parentesi con la casa milanese. Prese anche parte ad alcune gare del Campionato ProCar del 1979.
Regazzoni durante il weekend del Gran Premio d'Olanda 1974
Pilota caratterizzato da un talento istintivo e da un notevole coraggio, Regazzoni fece un debutto sensazionale in Formula 1 con la Scuderia Ferrari nel 1970, aggiudicandosi dopo sole quattro gare il Gran Premio d'Italia (nonostante negli ultimi giri la sua vettura perdesse benzina), e terminando il campionato al terzo posto assoluto, alle spalle del compagno di squadra Jacky Ickx e di Jochen Rindt.
Nel biennio successivo, a causa dello stato di crisi in cui versava il team italiano, ottenne magri risultati, salendo sul podio solo quattro volte e centrando una sola pole position. Si accordò quindi con la BRM per la stagione 1973, facendo squadra con Jean-Pierre Beltoise e con Niki Lauda. Proprio con quest'ultimo farà ritorno in Ferrari l'anno successivo, suggerendo peraltro a Enzo Ferrari l'ingaggio del giovane austriaco e andando a formare, con il direttore sportivo Luca Cordero di Montezemolo e il direttore tecnico Mauro Forghieri, la base del gruppo che riporterà la scuderia ai vertici mondiali.
In un triennio la coppia di piloti dette a Maranello due titoli costruttori (nel 1975 e nel 1976), mentre da par suo Regazzoni raggiunse nel 1974 il suo miglior piazzamento nel mondiale piloti, secondo a sole tre lunghezze dall'iridato Emerson Fittipaldi (quando, dopo essere arrivato a pari punti col brasiliano alla vigilia dell'ultima gara, dovette arrendersi a causa di problemi alle sospensioni).
Tuttavia, dopo aver perso il campionato del '74 Regazzoni venne messo in secondo piano dalla Ferrari, che a partire dalla stagione seguente puntò sul più promettente Lauda. Ciò causò un deterioramento dei rapporti con la squadra, ma il peggio venne con la primavera del 1976, dopo la partecipazione dello svizzero a un varietà televisivo della RAI, che ebbe come conseguenza una dichiarazione del Drake che lo definì: «Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota»; da quel momento Regazzoni capì che la sua storia in Ferrari era finita, giacché per la stessa stampa era diventato un «pilota a tempo perso».
Cercò quindi un nuovo ingaggio e, in seguito al fallito accordo con la Brabham dovuto al veto posto da Carlos Pace, passò alla neonata Ensign nel 1977, e poi alla Shadow nel 1978. Regazzoni fu protagonista di un paio di stagioni incolori fino al 1979, anno in cui Frank Williams lo assunse nella sua squadra a fare coppia con Alan Jones; lo svizzero regalò alla squadra inglese la sua prima vittoria a Silverstone e diversi buoni piazzamenti (tra cui un secondo posto conquistato a Montecarlo, partendo dalle ultimissime file dello schieramento), ma nonostante questo fu allontanato in favore di Carlos Reutemann a fine stagione (che già aveva preso il suo posto nel 1977 alla Ferrari).
Tornato all'Ensign, la carriera di Regazzoni terminò in seguito ad un incidente sul circuito di Long Beach nel 1980: la sua vettura uscì di pista al 51º giro a causa di un'avaria all'impianto frenante e si schiantò a 270 km/h contro la Brabham di Ricardo Zunino, che era stata abbandonata dai commissari nella via di fuga dopo il ritiro dell'argentino; le gravissime ferite che il pilota riportò alle gambe e alla spina dorsale lo resero per sempre paraplegico, e un successivo intervento risolutore ne peggiorò ancor di più le condizioni.
Pur costretto su una sedia a rotelle, Regazzoni non abbandonò il mondo dei motori partecipando ad alcune gare rallystiche su vetture con comandi modificati per l'occasione, e rivelandosi commentatore sportivo, oltre che promotore dell'inserimento dei disabili nello sport.
Regazzoni perse la vita il 15 dicembre 2006 all'età di 67 anni, lungo l'Autostrada A1 all'altezza dello svincolo di Fontevivo con l'A15 Parma-La Spezia. Secondo i risultati dell'autopsia, Regazzoni era deceduto alla guida a causa di un malore prima dell'incidente mentre guidava la sua Chrysler Voyager con l'insegna "Clay Regazzoni Swatch".
"Sono nato a Lugano, Svizzera, il 5 settembre del 1939. In breve diciamo che, su 60 anni di vita, gli ultimi 40, più o meno, li ho trascorsi a bordo di vetture di ogni tipo, su circuiti e strade di tutto il mondo".
Niki Lauda
15 Dicembre 2006 muore CLAY REGAZZONI pilota automobilistico svizzero, vincitore di 5 Gran Premi iridati in Formula 1.
Dopo l'apprendistato di carrozziere nella ditta dello zio a Mendrisio, e spinto dall'amico Silvio Moser, nel 1963, all'età di 24 anni, debutta nelle corse disputando alcune cronoscalate con una Austin-Healey Sprite 950.
Prosegue l'attività sportiva l'anno successivo al volante di una Mini Cooper S 1070, salendo poi in Formula 3 su di una Brabham-Ford nel 1965.
Disputa la sua prima gara di Formula 2 nel 1966 a Siracusa, sempre con una Brabham, dove coglie la pole position. Nel 1967 continua in Formula 3, passando alla Tecno e vincendo il XV Gran Premio de España per F2 e F3 a Jarama: a fine stagione si classifica secondo nella Coppa Europa disputatasi in gara unica ad Hockenheim, piazzamento che consegnò la Coppa delle Nazioni alla Svizzera.
L'anno seguente Regazzoni disputa varie gare in F3, facendo stavolta sua la Coppa Europa ad Hockenheim, contribuendo con questa vittoria alla seconda affermazione consecutiva della nazione elvetica nella Coppa delle Nazioni, e salvandosi miracolosamente in un incidente occorsogli sul circuito di Monte Carlo: all'uscita della variante dopo il tunnel, Regazzoni perde il controllo della sua Tecno 68 andando a sbattere violentemente contro le barriere. Le ridotte dimensioni della monoposto fanno sì che essa si infili sotto il guard rail, con la lama di metallo che passa sopra l'abitacolo. Lo svizzero si accuccia istintivamente, riuscendo ad abbassarsi quel tanto che gli basta per evitare la decapitazione, e la vettura si ferma quando il roll-bar dietro la sua testa va a incastrarsi sotto la barriera
Il suo impegno principale è però il Campionato Europeo di Formula 2 con lo stesso team, dove salta tre delle nove gare e conquista due podi, per poi terminare la stagione in Sudamerica disputando la XVII Temporada Argentina, sempre con la Tecno di F2. Nel 1969 è ancora nell'Europeo dove comincia la stagione con una Dino 166 F2, ritornando poi a metà campionato sulla Tecno 68-Cosworth FVA con cui conquista il suo miglior risultato, il quarto posto al Gran Premio di Enna.
L'anno della sua definitiva affermazione è il 1970, quando diventa campione europeo di Formula 2 sempre la Tecno, vincendo quattro delle otto gare della serie e riuscendo solo alla penultima gara (grazie al regolamento sugli "scarti") ad avere la meglio su un regolarissimo Derek Bell. Prende parte nello stesso anno anche alla 24 Ore di Le Mans, la sua prima gara con vetture Sport Prototipo, al volante della Ferrari 512 S ufficiale in coppia con Arturo Merzario, nell'edizione dello scontro frontale Ferrari-Porsche; Merzario aveva mantenuto la loro vettura tra le prime posizioni fino al cambio, quando Regazzoni fu costretto al ritiro dopo sole due ore di gara a causa dell'incidente sotto la pioggia con la 512 S Reine Wisell, che procedeva lentamente in pista dopo un'uscita di strada (probabilmente causata da un'incomprensione con l'Alfa Romeo T33/3 di Andrea De Adamich).
In seguito avrebbe ancora partecipato a gare del Campionato Mondiale Marche con la Ferrari 312 PB nel 1971 e '72, vincendo in quest'ultima stagione la 1000 km di Monza assieme a Jacky Ickx e la 9 Ore di Kyalami in coppia con Merzario (fuori campionato), contribuendo così al successo della Scuderia Ferrari nella classifica finale. Nel 1973 fu ingaggiato dall'Autodelta e con la nuova Alfa Romeo Tipo 33 TT/12 disputò la Targa Florio, la 1000 km del Nürburgring e la 1000 km di Zeltweg, ma un incidente in prova nella gara siciliana (dove l'equipaggio Regazzoni/Facetti aveva ottenuto il terzo tempo in qualifica) e due ritiri nelle altre due gare chiusero la parentesi con la casa milanese. Prese anche parte ad alcune gare del Campionato ProCar del 1979.
Regazzoni durante il weekend del Gran Premio d'Olanda 1974
Pilota caratterizzato da un talento istintivo e da un notevole coraggio, Regazzoni fece un debutto sensazionale in Formula 1 con la Scuderia Ferrari nel 1970, aggiudicandosi dopo sole quattro gare il Gran Premio d'Italia (nonostante negli ultimi giri la sua vettura perdesse benzina), e terminando il campionato al terzo posto assoluto, alle spalle del compagno di squadra Jacky Ickx e di Jochen Rindt.
Nel biennio successivo, a causa dello stato di crisi in cui versava il team italiano, ottenne magri risultati, salendo sul podio solo quattro volte e centrando una sola pole position. Si accordò quindi con la BRM per la stagione 1973, facendo squadra con Jean-Pierre Beltoise e con Niki Lauda. Proprio con quest'ultimo farà ritorno in Ferrari l'anno successivo, suggerendo peraltro a Enzo Ferrari l'ingaggio del giovane austriaco e andando a formare, con il direttore sportivo Luca Cordero di Montezemolo e il direttore tecnico Mauro Forghieri, la base del gruppo che riporterà la scuderia ai vertici mondiali.
In un triennio la coppia di piloti dette a Maranello due titoli costruttori (nel 1975 e nel 1976), mentre da par suo Regazzoni raggiunse nel 1974 il suo miglior piazzamento nel mondiale piloti, secondo a sole tre lunghezze dall'iridato Emerson Fittipaldi (quando, dopo essere arrivato a pari punti col brasiliano alla vigilia dell'ultima gara, dovette arrendersi a causa di problemi alle sospensioni).
Tuttavia, dopo aver perso il campionato del '74 Regazzoni venne messo in secondo piano dalla Ferrari, che a partire dalla stagione seguente puntò sul più promettente Lauda. Ciò causò un deterioramento dei rapporti con la squadra, ma il peggio venne con la primavera del 1976, dopo la partecipazione dello svizzero a un varietà televisivo della RAI, che ebbe come conseguenza una dichiarazione del Drake che lo definì: «Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota»; da quel momento Regazzoni capì che la sua storia in Ferrari era finita, giacché per la stessa stampa era diventato un «pilota a tempo perso».
Cercò quindi un nuovo ingaggio e, in seguito al fallito accordo con la Brabham dovuto al veto posto da Carlos Pace, passò alla neonata Ensign nel 1977, e poi alla Shadow nel 1978. Regazzoni fu protagonista di un paio di stagioni incolori fino al 1979, anno in cui Frank Williams lo assunse nella sua squadra a fare coppia con Alan Jones; lo svizzero regalò alla squadra inglese la sua prima vittoria a Silverstone e diversi buoni piazzamenti (tra cui un secondo posto conquistato a Montecarlo, partendo dalle ultimissime file dello schieramento), ma nonostante questo fu allontanato in favore di Carlos Reutemann a fine stagione (che già aveva preso il suo posto nel 1977 alla Ferrari).
Tornato all'Ensign, la carriera di Regazzoni terminò in seguito ad un incidente sul circuito di Long Beach nel 1980: la sua vettura uscì di pista al 51º giro a causa di un'avaria all'impianto frenante e si schiantò a 270 km/h contro la Brabham di Ricardo Zunino, che era stata abbandonata dai commissari nella via di fuga dopo il ritiro dell'argentino; le gravissime ferite che il pilota riportò alle gambe e alla spina dorsale lo resero per sempre paraplegico, e un successivo intervento risolutore ne peggiorò ancor di più le condizioni.
Pur costretto su una sedia a rotelle, Regazzoni non abbandonò il mondo dei motori partecipando ad alcune gare rallystiche su vetture con comandi modificati per l'occasione, e rivelandosi commentatore sportivo, oltre che promotore dell'inserimento dei disabili nello sport.
Regazzoni perse la vita il 15 dicembre 2006 all'età di 67 anni, lungo l'Autostrada A1 all'altezza dello svincolo di Fontevivo con l'A15 Parma-La Spezia. Secondo i risultati dell'autopsia, Regazzoni era deceduto alla guida a causa di un malore prima dell'incidente mentre guidava la sua Chrysler Voyager con l'insegna "Clay Regazzoni Swatch".
"Sono nato a Lugano, Svizzera, il 5 settembre del 1939. In breve diciamo che, su 60 anni di vita, gli ultimi 40, più o meno, li ho trascorsi a bordo di vetture di ogni tipo, su circuiti e strade di tutto il mondo".
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