18.11.2013 21:35
BLACK MAMBA E' TORNATO AD ALLENARSI
"Se non credi in te stesso, scordati che qualcun altro lo faccia per te"
Kobe Bryant
La settimana di Alebarsport inizia con un post dedicato ad Elena ed a suo figlio Tommy..
KOBE BEAN BRYANT è un cestista statunitense guardia tiratrice. Milita nei Los Angeles Lakers, squadra con cui ha conquistato cinque titoli NBA. Con la Nazionale statunitense ha partecipato ai FIBA Americas Championship 2007, ai Giochi olimpici di Pechino 2008 e di Londra 2012, vincendo la medaglia d'oro nelle tre manifestazioni.
Bryant è uno dei migliori tiratori ed è il quarto cestista più prolifico della storia della NBA, alle spalle di Jabbar, Karl Malone e Jordan.
Gioca solitamente come guardia tiratrice, ma all'occorrenza può ricoprire i ruoli di playmaker e ala piccola.
Dal 1999 è stato sempre incluso in almeno uno dei tre quintetti dell'All-NBA Team, ed è stato convocato per partecipare all'NBA All-Star Game. In 12 occasioni ha fatto parte di uno dei due NBA All-Defensive Team.
È un realizzatore fantastico ed ha al suo attivo una media di circa 25 punti a partita, da aggiungere ad uno score medio di 4,7 assist, 5,3 rimbalzi ed un totale di oltre 1.800 palle rubate. È anche un abile tiratore da tre punti: a pari merito con Donyell Marshall, infatti, detiene il record NBA di triple realizzate in una sola partita, 12. Gli oltre 31.400 punti totali realizzati lo pongono al 4º posto tra i migliori marcatori NBA di sempre, primo tra quelli in attività. È invece al 3º posto per quanto riguarda i migliori realizzatori di sempre nei playoff, con 5.640 punti (alle spalle di Michael Jordan con 5.987).
È il terzo figlio dell'ex cestista Joe Bryant e di Pamela Cox, sorella dell' ex cestista Chubby Cox ritiratosi nel 1983: ha infatti due sorelle più grandi, Sharia e Shaya. Il suo primo nome, Kobe, fa riferimento alla pregiata qualità di carne bovina, quella che i suoi genitori mangiarono in un ristorante poco prima della sua nascita. i
Inizia a giocare a basket sin da piccolo in Italia, dove il padre gioca fra il 1984 e il 1991. Parla fluentemente l'italiano, avendo vissuto in Italia tra i 6 e i 13 anni, al seguito del padre, che aveva lasciato la NBA per trasferirsi prima a Rieti poi alla Viola Reggio Calabria, all'Olimpia Basket Pistoia e alla Pallacanestro Reggiana.
Tornato negli USA si iscrive alla high school, dove guadagna fama a livello nazionale vincendo il titolo statale con la Lower Merion High School, situata in un sobborgo di Philadelphia, infrangendo al contempo il record di punti nel quadriennio liceale per la zona di Philadelphia detenuto da Wilt Chamberlain mettendo a referto ben 2883 punti.
l padre Joe Bryant ha recentemente dichiarato :
"Se Kobe è diventato il giocatore che è oggi, lo deve soprattutto al basket italiano. Gli hanno insegnato l'abc. In America si salta e si corre, ma pochi conoscono i fondamentali."
Nel 1996, all'età di 18 anni, decide quindi di fare il grande salto tra i professionisti e si dichiara eleggibile per il Draft NBA senza passare per il college, pratica poco diffusa allora e divenuta poi più comune, prima dell'introduzione di un limite di età per l'ingresso nella lega professionistica.
Viene scelto dagli Charlotte Hornets al primo giro come numero 13 assoluto; subito dopo, però, gli Hornets cedono ai Los Angeles Lakers i diritti su Bryant in cambio del ventottenne centro Vlade Divac, che dopo sette stagioni ai giallo-viola passa così in Eastern Conference. Los Angeles aveva appena messo sotto contratto il centro più forte sul mercato, Shaquille O'Neal, e non aveva dunque più bisogno di Divac. I Lakers, prima di orchestrare lo scambio, allestirono un provino per testare le qualità del giovane Kobe (che tra l'altro sperava di essere scelto proprio dai Lakers) e ne furono conquistati.
In realtà Bryant avrebbe potuto essere scelto ben più in alto nel draft: i New Jersey Nets, in possesso della scelta n° 8, erano molto interessati a Kobe. Il suo agente Arn Tellem, però, sapendo che a Los Angeles avrebbe trovato una squadra, guadagni e sponsorizzazioni ben superiori, bluffò dicendo che se Bryant fosse stato scelto dai Nets non sarebbe mai andato a giocare nel New Jersey, tornando piuttosto in Italia, dov'era cresciuto. I Nets si tirarono indietro e ripiegarono su Kerry Kittles, giocatore che avrebbe poi avuto una carriera discreta e niente di più.
Nell'estate 1999 Rambis viene degradato a viceallenatore e come nuovo coach arriva Phil Jackson, già sei volte campione NBA con i Chicago Bulls. Subito i Lakers vincono tre titoli NBA consecutivi, nel 2000, nel 2001 e nel 2002, terzo three-peat per Jackson, dopo i due con i Bulls.
Si è sposato il 18 aprile 2001 con Vanessa Laine, all'epoca ventunenne, da cui ha avuto due figlie: Natalia Diamante Bryant, nata il 19 gennaio 2003 e Giannamaria-Onore Bryant, nata il 1º maggio 2006.
I rapporti con O'Neal, da sempre burrascosi, si rovinano del tutto a seguito dello scandalo che toccherà Bryant circa l'ipotesi di stupro, a causa di frasi dello stesso Bryant che, non sapendo di essere registrato, chiamavano in causa O'Neal. Ad ogni modo, agli occhi di molti osservatori i rapporti fra i due sono peggiorati negli anni anche a causa della crescita di Bryant come giocatore, a cui faceva da contraltare la fine della fase di assoluto dominio di O'Neal. Quest'ultimo accettava sempre meno l'ipotesi di dover lasciare la scena e diventare il "secondo" della coppia, permettendo a Bryant di prendere in mano la squadra nei momenti decisivi e garantendo, probabilmente, il prolungamento di una dinastia vincente ai Lakers. A seguito della sconfitta nelle finali NBA del 2004 contro Detroit, Bryant decide di testare il mercato dei free agent, ma il 15 luglio 2004 sigla un rinnovo con i Lakers per sette anni, per la cifra di 136,6 milioni di dollari. Contestualmente, venendo a conoscenza del fatto che il proprietario dei Los Angeles Lakers Jerry Buss era intenzionato a tenere Bryant, O'Neal chiese di essere ceduto, ponendo fine di fatto ad una squadra che aveva dominato l'inizio del millennio. Va notato che O'Neal vincerà poi un titolo a Miami con gli Heat nel 2006, dove fece coppia con il nuovo astro nascente Dwyane Wade, una guardia atletica e talentuosa al quale O'Neal non fece nessuna fatica a cedere la leadership della squadra (tant'è che fu proprio Wade ad essere meritatamente nominato MVP, most valuable player, di quelle finali). All'addio di Shaq, si accompagna quello di coach Jackson e di alcuni giocatori del nucleo storico dei Lakers (Derek Fisher, Rick Fox). Riparte tutto da Bryant.
Dopo un breve periodo sotto coach Rudy Tomjanovich e Frank Hamblen, Jackson torna ad allenare i Lakers.Bryant è inizialmente fiducioso circa i piani dirigenziali, ma dopo tre anni con una mancata partecipazione ai play-offs e due eliminazioni al primo turno, chiede garanzie circa le ambizioni del club, fino a paventare la richiesta di cessione. La mancata acquisizione di Jason Kidd per non privarsi del giovane ma acerbo centro Andrew Bynum fa montare Bryant su tutte le furie. Tuttavia, l'acquisto di Pau Gasol nel mercato di riparazione nel 2008 proietta i Lakers di nuovo in finale (dove perdono però contro i Boston Celtics, più nettamente di quanto dica il 4 a 2 conclusivo).
Il 22 gennaio 2006 ha stabilito il secondo miglior punteggio di tutti i tempi in una singola partita nella storia NBA, segnando 81 punti contro i Toronto Raptors, guidando i Lakers alla vittoria per 122-104. Significativo il fatto che i Lakers stessero perdendo di 18 punti nel terzo quarto: ciò valorizza ancor di più la prestazione di Bryant, ottenuta per far vincere la propria squadra e in un contesto competitivo; la prestazione di Bryant ha visto segnare 21/33 da due punti, 7/13 da tre punti e 18/20 ai tiri liberi, ai quali vanno aggiunti 6 rimbalzi, 2 assist, 3 palle recuperate ed 1 stoppata. 14 punti nel primo quarto, 12 nel secondo e due spaventose realizzazioni di 27 e 28 punti nei due quarti finali. La sua prestazione è seconda solo ai 100 punti messi a segno da Wilt Chamberlain il 2 marzo 1962 con i Philadelphia Warriors contro i New York Knicks.
Nel luglio 2006 è stato operato ad un ginocchio, pertanto è stato costretto a saltare i mondiali di pallacanestro che si sono tenuti in Giappone tra agosto e settembre. Il 22 marzo 2007 diventa il quarto giocatore nella storia a segnare almeno 50 punti in 3 partite consecutive (con Wilt Chamberlain, Michael Jordan ed Elgin Baylor), il primo a riuscirci dal 1987, quando ci riuscì Jordan. Supera anche questo record due giorni dopo, segnando altri 50 punti che lo portano ad essere il secondo giocatore NBA dopo Wilt a fare un poker "over 50" (65-50-60-50). Ad onor della cronaca, la partita successiva segna 43 punti. Le prestazioni fra l'altro valgono un record vittorie-sconfitte di 4-0 (dopo un periodo molto negativo per la squadra, con serie anche di 6 sconfitte consecutive).
La bella stagione dei Lakers vissuta nel 2007-2008 fa vincere finalmente a Bryant il premio di Miglior Giocatore della Lega (MVP), riuscendoci dopo 12 anni di carriera NBA. I Lakers, tuttavia, tornati alle finali per la prima volta dalla sconfitta del 2004, vengono sconfitti dai Boston Celtics 4-2.
Il 2 febbraio 2009 sempre con i suoi Los Angeles Lakers realizza una prestazione da incorniciare al Madison Square Garden contro i New York Knicks mettendo a referto 61 punti che rappresentano il record nella lunga storia dello stadio della Grande Mela; il precedente record di punti apparteneva a Bernard King che il giorno di Natale del 1984 totalizzò 60 punti. Diventa anche co-MVP dell'All Star Game 2009 a pari merito con l'ex-compagno di squadra Shaquille O'Neal, riproponendo per una gara la coppia del three-peat tra 2000 e 2002.
La stagione 2008-2009 conferma i Lakers come una delle migliori squadre, e nella regular season ottengono il secondo record assoluto una partita solamente dietro i Cleveland Cavaliers. Il 14 giugno 2009 vince per la prima volta il premio come MVP delle finali, giocata dai suoi Lakers contro i sorprendenti Orlando Magic (4-1 il risultato finale della serie), diventando il primo giocatore dai tempi di Jerry West nel 1969 a mantenere una media di almeno 32,4 punti e 7,4 assist in una serie[8][9] ed il primo dopo Michael Jordan ad avere una media di almeno 30 punti, 5 rimbalzi e 5 assist per una squadra che abbia vinto il titolo.
I suoi 162 punti totali lo vedono al quarto posto assoluto della storia per un singolo giocatore in una serie di finale di 5 partite giocate.
Il 1º febbraio 2010, Bryant diventa il miglior marcatore dei Los Angeles Lakers con 25 208 punti in carriera, sorpassando Jerry West. Nei playoffs i Lakers arrivano alle finali dove affrontano i Boston Celtics dopo aver battuto Oklahoma per 4 a 2, Utah per 4 a 0 e Phoenix per 4 a 2; la finale, che alla fine della quinta gara vede i Celtics in vantaggio per 3 a 2, si decide alla settima gara, con la squadra losangelina che batte Boston per 83 a 79. Bryant vince così il suo quinto titolo in carriera, insieme al secondo trofeo di miglior giocatore delle finali. Durante l'annata 2010-11 Bryant entra nella top-ten dei migliori realizzatori NBA superando leggende del calibro di Dominique Wilkins e Hakeem Olajuwon. Verso la seconda parte di stagione con ancora più di 30 partite da disputare si ritrova ottavo.
Il 20 febbraio 2011 durante l'All Star Game 2011 giocato proprio a Los Angeles conquista il suo quarto titolo di MVP della gara delle stelle, grazie ad una prestazione da 37 punti e 14 rimbalzi in 29 minuti di gioco; lo stesso giorno diventa il primo giocatore di sempre ad entrare a far parte della Walk of Fame di Hollywood.[14]. In quella stagione i Lakers sono ancora i favoriti per la vittoria finale e tutti si aspettano la finale contro i nuovi Miami Heat di Lebron James, Dwayne Wade e Chris Bosh. Chiusa la regoular season al 2º posto ad ovest dietro i San Antonio Spurs i Lakers nei playoff superano 4-2 i New Orleans Hornets, dopo aver perso gara 1 in casa, ma in semifinale vengono spazzati via 4-0 dai futuro campioni NBA dei Dallas Mavericks.
Sempre nel 2011 appare nella pubblicità di Call of Duty: Black Ops. Nel commercial viene ripreso impugnando un fucile con sopra impressa la scritta "Mamba", suo soprannome. Tra i vari spot di cui è stato protagonista, alcuni dei più ricordati sono quelli recitati con LeBron James e girati per la Nike; il nome della serie pubblicitaria era "MVPs puppets".
Il 6 febbraio 2012 diventa il 5° miglior marcatore della storia NBA, superando in classifica Shaquille O'Neal[15]. Anche questa stagione però si chiude con un'altra eliminazione alle semifinali di conference contro gli Oklahoma City Thunder di Kevin Durant e quindi Kobe vede sfumare la possibilità di vincere il 6º titolo suo obiettivo dichiarato così da poter eguagliare Michael Jordan Viene inserito nel quintetto base della NBA Western Conference per l'edizione 2012 dell'All-Star Game. Nella partita delle stelle ad Orlando con i suoi 28 punti, Kobe supera Michael Jordan come miglior realizzatore di sempre all' All-Star Game. Nel turno infrasettimanale di regular season il "Black Mamba" supera contro i Minnesota Timberwolves quota 29 000 punti in NBA.
Il 5 dicembre 2012 raggiunge i 30.000 punti nella gara vinta contro i New Orleans Hornets, segnando il suo 14º punto nella partita a un minuto dalla fine del terzo quarto. È il quinto giocatore a raggiungere tale record, e il più giovane della storia a farlo.[16] Il 30 marzo 2013 raggiunge i 31.423 punti, superando Wilt Chamberlain.
Il 12 aprile 2013 contro Golden State subisce un grave infortunio al tendine d'achille che lo costringe a chiudere anticipatamente la stagione.
LA BUONA NOTIZIA E' CHE PROPRIO IERI 17 NOVEMBRE 2013 KOBE BRYANT HA RIPRESO GLI ALLENAMENTI.
Ricapitolando questi sono tutti i RECORD ASSOLUTI DI KOBE BRYANT:
*Più giovane giocatore dell'All Star Game (19 anni e 175 giorni) l'8 febbraio 1998.
* Più giovane giocatore ad essere stato scelto nel NBA All-Defensive Team (1999-2000).
* Più giovane giocatore ad essere stato scelto nel NBA All-Rookie Team (1996-97).
* Più giovane giocatore ad avere vinto lo Slam Dunk Contest: (18 anni e 175 giorni) l'8 febbraio 1997.
* Miglior realizzatore di sempre dell'All Star Game con 280 Punti.
* Più canestri realizzati negli All Star Game: 115.
* Maggior numero di rimbalzi offensivi: 10 in una gara dell'All Star Game, nel 2011.
* Maggior numero di recuperi negli All Star Game: 37, condiviso con Michael Jordan.
*Più giovane giocatore ad avere segnato:
23.000 punti (30 anni e 171 giorni)
24.000 punti (31 anni e 75 giorni)
25.000 punti (31 anni e 151 giorni)
26.000 punti (32 anni e 80 giorni)
27.000 punti (32 anni e 160 giorni)
28.000 punti (33 anni e 131 giorni)
29.000 punti (33 anni e 199 giorni)
30.000 punti (34 anni e 105 giorni)
31.000 punti (34 anni e 185 giorni)
*Uno dei due giocatori della storia ad aver segnato 50 o più punti in 4 gare consecutive (l'altro è Wilt Chamberlain che è il primo essendo arrivato a 7 gare consecutive).
* Più tiri da 3 segnati in una partita: 12 (7 gennaio 2003 contro i Seattle SuperSonics; eguagliato da Donyell Marshall il 13 marzo 2005).
* Più tiri da 3 segnati in un tempo: 8 (28 marzo 2003 contro i Washington Wizards)
* Più tiri liberi segnati in un quarto: 14 (20 dicembre 2005 contro i Dallas Mavericks)
* Più tiri da 3 segnati negli All-Star Game: 17
* Unico giocatore nella storia NBA a segnare almeno 600 punti nella postseason per tre anni consecutivi.
633 (2008), 695 (2009), 671 (2010) — con Elena Baldecchi.
Kobe Bryant
La settimana di Alebarsport inizia con un post dedicato ad Elena ed a suo figlio Tommy..
KOBE BEAN BRYANT è un cestista statunitense guardia tiratrice. Milita nei Los Angeles Lakers, squadra con cui ha conquistato cinque titoli NBA. Con la Nazionale statunitense ha partecipato ai FIBA Americas Championship 2007, ai Giochi olimpici di Pechino 2008 e di Londra 2012, vincendo la medaglia d'oro nelle tre manifestazioni.
Bryant è uno dei migliori tiratori ed è il quarto cestista più prolifico della storia della NBA, alle spalle di Jabbar, Karl Malone e Jordan.
Gioca solitamente come guardia tiratrice, ma all'occorrenza può ricoprire i ruoli di playmaker e ala piccola.
Dal 1999 è stato sempre incluso in almeno uno dei tre quintetti dell'All-NBA Team, ed è stato convocato per partecipare all'NBA All-Star Game. In 12 occasioni ha fatto parte di uno dei due NBA All-Defensive Team.
È un realizzatore fantastico ed ha al suo attivo una media di circa 25 punti a partita, da aggiungere ad uno score medio di 4,7 assist, 5,3 rimbalzi ed un totale di oltre 1.800 palle rubate. È anche un abile tiratore da tre punti: a pari merito con Donyell Marshall, infatti, detiene il record NBA di triple realizzate in una sola partita, 12. Gli oltre 31.400 punti totali realizzati lo pongono al 4º posto tra i migliori marcatori NBA di sempre, primo tra quelli in attività. È invece al 3º posto per quanto riguarda i migliori realizzatori di sempre nei playoff, con 5.640 punti (alle spalle di Michael Jordan con 5.987).
È il terzo figlio dell'ex cestista Joe Bryant e di Pamela Cox, sorella dell' ex cestista Chubby Cox ritiratosi nel 1983: ha infatti due sorelle più grandi, Sharia e Shaya. Il suo primo nome, Kobe, fa riferimento alla pregiata qualità di carne bovina, quella che i suoi genitori mangiarono in un ristorante poco prima della sua nascita. i
Inizia a giocare a basket sin da piccolo in Italia, dove il padre gioca fra il 1984 e il 1991. Parla fluentemente l'italiano, avendo vissuto in Italia tra i 6 e i 13 anni, al seguito del padre, che aveva lasciato la NBA per trasferirsi prima a Rieti poi alla Viola Reggio Calabria, all'Olimpia Basket Pistoia e alla Pallacanestro Reggiana.
Tornato negli USA si iscrive alla high school, dove guadagna fama a livello nazionale vincendo il titolo statale con la Lower Merion High School, situata in un sobborgo di Philadelphia, infrangendo al contempo il record di punti nel quadriennio liceale per la zona di Philadelphia detenuto da Wilt Chamberlain mettendo a referto ben 2883 punti.
l padre Joe Bryant ha recentemente dichiarato :
"Se Kobe è diventato il giocatore che è oggi, lo deve soprattutto al basket italiano. Gli hanno insegnato l'abc. In America si salta e si corre, ma pochi conoscono i fondamentali."
Nel 1996, all'età di 18 anni, decide quindi di fare il grande salto tra i professionisti e si dichiara eleggibile per il Draft NBA senza passare per il college, pratica poco diffusa allora e divenuta poi più comune, prima dell'introduzione di un limite di età per l'ingresso nella lega professionistica.
Viene scelto dagli Charlotte Hornets al primo giro come numero 13 assoluto; subito dopo, però, gli Hornets cedono ai Los Angeles Lakers i diritti su Bryant in cambio del ventottenne centro Vlade Divac, che dopo sette stagioni ai giallo-viola passa così in Eastern Conference. Los Angeles aveva appena messo sotto contratto il centro più forte sul mercato, Shaquille O'Neal, e non aveva dunque più bisogno di Divac. I Lakers, prima di orchestrare lo scambio, allestirono un provino per testare le qualità del giovane Kobe (che tra l'altro sperava di essere scelto proprio dai Lakers) e ne furono conquistati.
In realtà Bryant avrebbe potuto essere scelto ben più in alto nel draft: i New Jersey Nets, in possesso della scelta n° 8, erano molto interessati a Kobe. Il suo agente Arn Tellem, però, sapendo che a Los Angeles avrebbe trovato una squadra, guadagni e sponsorizzazioni ben superiori, bluffò dicendo che se Bryant fosse stato scelto dai Nets non sarebbe mai andato a giocare nel New Jersey, tornando piuttosto in Italia, dov'era cresciuto. I Nets si tirarono indietro e ripiegarono su Kerry Kittles, giocatore che avrebbe poi avuto una carriera discreta e niente di più.
Nell'estate 1999 Rambis viene degradato a viceallenatore e come nuovo coach arriva Phil Jackson, già sei volte campione NBA con i Chicago Bulls. Subito i Lakers vincono tre titoli NBA consecutivi, nel 2000, nel 2001 e nel 2002, terzo three-peat per Jackson, dopo i due con i Bulls.
Si è sposato il 18 aprile 2001 con Vanessa Laine, all'epoca ventunenne, da cui ha avuto due figlie: Natalia Diamante Bryant, nata il 19 gennaio 2003 e Giannamaria-Onore Bryant, nata il 1º maggio 2006.
I rapporti con O'Neal, da sempre burrascosi, si rovinano del tutto a seguito dello scandalo che toccherà Bryant circa l'ipotesi di stupro, a causa di frasi dello stesso Bryant che, non sapendo di essere registrato, chiamavano in causa O'Neal. Ad ogni modo, agli occhi di molti osservatori i rapporti fra i due sono peggiorati negli anni anche a causa della crescita di Bryant come giocatore, a cui faceva da contraltare la fine della fase di assoluto dominio di O'Neal. Quest'ultimo accettava sempre meno l'ipotesi di dover lasciare la scena e diventare il "secondo" della coppia, permettendo a Bryant di prendere in mano la squadra nei momenti decisivi e garantendo, probabilmente, il prolungamento di una dinastia vincente ai Lakers. A seguito della sconfitta nelle finali NBA del 2004 contro Detroit, Bryant decide di testare il mercato dei free agent, ma il 15 luglio 2004 sigla un rinnovo con i Lakers per sette anni, per la cifra di 136,6 milioni di dollari. Contestualmente, venendo a conoscenza del fatto che il proprietario dei Los Angeles Lakers Jerry Buss era intenzionato a tenere Bryant, O'Neal chiese di essere ceduto, ponendo fine di fatto ad una squadra che aveva dominato l'inizio del millennio. Va notato che O'Neal vincerà poi un titolo a Miami con gli Heat nel 2006, dove fece coppia con il nuovo astro nascente Dwyane Wade, una guardia atletica e talentuosa al quale O'Neal non fece nessuna fatica a cedere la leadership della squadra (tant'è che fu proprio Wade ad essere meritatamente nominato MVP, most valuable player, di quelle finali). All'addio di Shaq, si accompagna quello di coach Jackson e di alcuni giocatori del nucleo storico dei Lakers (Derek Fisher, Rick Fox). Riparte tutto da Bryant.
Dopo un breve periodo sotto coach Rudy Tomjanovich e Frank Hamblen, Jackson torna ad allenare i Lakers.Bryant è inizialmente fiducioso circa i piani dirigenziali, ma dopo tre anni con una mancata partecipazione ai play-offs e due eliminazioni al primo turno, chiede garanzie circa le ambizioni del club, fino a paventare la richiesta di cessione. La mancata acquisizione di Jason Kidd per non privarsi del giovane ma acerbo centro Andrew Bynum fa montare Bryant su tutte le furie. Tuttavia, l'acquisto di Pau Gasol nel mercato di riparazione nel 2008 proietta i Lakers di nuovo in finale (dove perdono però contro i Boston Celtics, più nettamente di quanto dica il 4 a 2 conclusivo).
Il 22 gennaio 2006 ha stabilito il secondo miglior punteggio di tutti i tempi in una singola partita nella storia NBA, segnando 81 punti contro i Toronto Raptors, guidando i Lakers alla vittoria per 122-104. Significativo il fatto che i Lakers stessero perdendo di 18 punti nel terzo quarto: ciò valorizza ancor di più la prestazione di Bryant, ottenuta per far vincere la propria squadra e in un contesto competitivo; la prestazione di Bryant ha visto segnare 21/33 da due punti, 7/13 da tre punti e 18/20 ai tiri liberi, ai quali vanno aggiunti 6 rimbalzi, 2 assist, 3 palle recuperate ed 1 stoppata. 14 punti nel primo quarto, 12 nel secondo e due spaventose realizzazioni di 27 e 28 punti nei due quarti finali. La sua prestazione è seconda solo ai 100 punti messi a segno da Wilt Chamberlain il 2 marzo 1962 con i Philadelphia Warriors contro i New York Knicks.
Nel luglio 2006 è stato operato ad un ginocchio, pertanto è stato costretto a saltare i mondiali di pallacanestro che si sono tenuti in Giappone tra agosto e settembre. Il 22 marzo 2007 diventa il quarto giocatore nella storia a segnare almeno 50 punti in 3 partite consecutive (con Wilt Chamberlain, Michael Jordan ed Elgin Baylor), il primo a riuscirci dal 1987, quando ci riuscì Jordan. Supera anche questo record due giorni dopo, segnando altri 50 punti che lo portano ad essere il secondo giocatore NBA dopo Wilt a fare un poker "over 50" (65-50-60-50). Ad onor della cronaca, la partita successiva segna 43 punti. Le prestazioni fra l'altro valgono un record vittorie-sconfitte di 4-0 (dopo un periodo molto negativo per la squadra, con serie anche di 6 sconfitte consecutive).
La bella stagione dei Lakers vissuta nel 2007-2008 fa vincere finalmente a Bryant il premio di Miglior Giocatore della Lega (MVP), riuscendoci dopo 12 anni di carriera NBA. I Lakers, tuttavia, tornati alle finali per la prima volta dalla sconfitta del 2004, vengono sconfitti dai Boston Celtics 4-2.
Il 2 febbraio 2009 sempre con i suoi Los Angeles Lakers realizza una prestazione da incorniciare al Madison Square Garden contro i New York Knicks mettendo a referto 61 punti che rappresentano il record nella lunga storia dello stadio della Grande Mela; il precedente record di punti apparteneva a Bernard King che il giorno di Natale del 1984 totalizzò 60 punti. Diventa anche co-MVP dell'All Star Game 2009 a pari merito con l'ex-compagno di squadra Shaquille O'Neal, riproponendo per una gara la coppia del three-peat tra 2000 e 2002.
La stagione 2008-2009 conferma i Lakers come una delle migliori squadre, e nella regular season ottengono il secondo record assoluto una partita solamente dietro i Cleveland Cavaliers. Il 14 giugno 2009 vince per la prima volta il premio come MVP delle finali, giocata dai suoi Lakers contro i sorprendenti Orlando Magic (4-1 il risultato finale della serie), diventando il primo giocatore dai tempi di Jerry West nel 1969 a mantenere una media di almeno 32,4 punti e 7,4 assist in una serie[8][9] ed il primo dopo Michael Jordan ad avere una media di almeno 30 punti, 5 rimbalzi e 5 assist per una squadra che abbia vinto il titolo.
I suoi 162 punti totali lo vedono al quarto posto assoluto della storia per un singolo giocatore in una serie di finale di 5 partite giocate.
Il 1º febbraio 2010, Bryant diventa il miglior marcatore dei Los Angeles Lakers con 25 208 punti in carriera, sorpassando Jerry West. Nei playoffs i Lakers arrivano alle finali dove affrontano i Boston Celtics dopo aver battuto Oklahoma per 4 a 2, Utah per 4 a 0 e Phoenix per 4 a 2; la finale, che alla fine della quinta gara vede i Celtics in vantaggio per 3 a 2, si decide alla settima gara, con la squadra losangelina che batte Boston per 83 a 79. Bryant vince così il suo quinto titolo in carriera, insieme al secondo trofeo di miglior giocatore delle finali. Durante l'annata 2010-11 Bryant entra nella top-ten dei migliori realizzatori NBA superando leggende del calibro di Dominique Wilkins e Hakeem Olajuwon. Verso la seconda parte di stagione con ancora più di 30 partite da disputare si ritrova ottavo.
Il 20 febbraio 2011 durante l'All Star Game 2011 giocato proprio a Los Angeles conquista il suo quarto titolo di MVP della gara delle stelle, grazie ad una prestazione da 37 punti e 14 rimbalzi in 29 minuti di gioco; lo stesso giorno diventa il primo giocatore di sempre ad entrare a far parte della Walk of Fame di Hollywood.[14]. In quella stagione i Lakers sono ancora i favoriti per la vittoria finale e tutti si aspettano la finale contro i nuovi Miami Heat di Lebron James, Dwayne Wade e Chris Bosh. Chiusa la regoular season al 2º posto ad ovest dietro i San Antonio Spurs i Lakers nei playoff superano 4-2 i New Orleans Hornets, dopo aver perso gara 1 in casa, ma in semifinale vengono spazzati via 4-0 dai futuro campioni NBA dei Dallas Mavericks.
Sempre nel 2011 appare nella pubblicità di Call of Duty: Black Ops. Nel commercial viene ripreso impugnando un fucile con sopra impressa la scritta "Mamba", suo soprannome. Tra i vari spot di cui è stato protagonista, alcuni dei più ricordati sono quelli recitati con LeBron James e girati per la Nike; il nome della serie pubblicitaria era "MVPs puppets".
Il 6 febbraio 2012 diventa il 5° miglior marcatore della storia NBA, superando in classifica Shaquille O'Neal[15]. Anche questa stagione però si chiude con un'altra eliminazione alle semifinali di conference contro gli Oklahoma City Thunder di Kevin Durant e quindi Kobe vede sfumare la possibilità di vincere il 6º titolo suo obiettivo dichiarato così da poter eguagliare Michael Jordan Viene inserito nel quintetto base della NBA Western Conference per l'edizione 2012 dell'All-Star Game. Nella partita delle stelle ad Orlando con i suoi 28 punti, Kobe supera Michael Jordan come miglior realizzatore di sempre all' All-Star Game. Nel turno infrasettimanale di regular season il "Black Mamba" supera contro i Minnesota Timberwolves quota 29 000 punti in NBA.
Il 5 dicembre 2012 raggiunge i 30.000 punti nella gara vinta contro i New Orleans Hornets, segnando il suo 14º punto nella partita a un minuto dalla fine del terzo quarto. È il quinto giocatore a raggiungere tale record, e il più giovane della storia a farlo.[16] Il 30 marzo 2013 raggiunge i 31.423 punti, superando Wilt Chamberlain.
Il 12 aprile 2013 contro Golden State subisce un grave infortunio al tendine d'achille che lo costringe a chiudere anticipatamente la stagione.
LA BUONA NOTIZIA E' CHE PROPRIO IERI 17 NOVEMBRE 2013 KOBE BRYANT HA RIPRESO GLI ALLENAMENTI.
Ricapitolando questi sono tutti i RECORD ASSOLUTI DI KOBE BRYANT:
*Più giovane giocatore dell'All Star Game (19 anni e 175 giorni) l'8 febbraio 1998.
* Più giovane giocatore ad essere stato scelto nel NBA All-Defensive Team (1999-2000).
* Più giovane giocatore ad essere stato scelto nel NBA All-Rookie Team (1996-97).
* Più giovane giocatore ad avere vinto lo Slam Dunk Contest: (18 anni e 175 giorni) l'8 febbraio 1997.
* Miglior realizzatore di sempre dell'All Star Game con 280 Punti.
* Più canestri realizzati negli All Star Game: 115.
* Maggior numero di rimbalzi offensivi: 10 in una gara dell'All Star Game, nel 2011.
* Maggior numero di recuperi negli All Star Game: 37, condiviso con Michael Jordan.
*Più giovane giocatore ad avere segnato:
23.000 punti (30 anni e 171 giorni)
24.000 punti (31 anni e 75 giorni)
25.000 punti (31 anni e 151 giorni)
26.000 punti (32 anni e 80 giorni)
27.000 punti (32 anni e 160 giorni)
28.000 punti (33 anni e 131 giorni)
29.000 punti (33 anni e 199 giorni)
30.000 punti (34 anni e 105 giorni)
31.000 punti (34 anni e 185 giorni)
*Uno dei due giocatori della storia ad aver segnato 50 o più punti in 4 gare consecutive (l'altro è Wilt Chamberlain che è il primo essendo arrivato a 7 gare consecutive).
* Più tiri da 3 segnati in una partita: 12 (7 gennaio 2003 contro i Seattle SuperSonics; eguagliato da Donyell Marshall il 13 marzo 2005).
* Più tiri da 3 segnati in un tempo: 8 (28 marzo 2003 contro i Washington Wizards)
* Più tiri liberi segnati in un quarto: 14 (20 dicembre 2005 contro i Dallas Mavericks)
* Più tiri da 3 segnati negli All-Star Game: 17
* Unico giocatore nella storia NBA a segnare almeno 600 punti nella postseason per tre anni consecutivi.
633 (2008), 695 (2009), 671 (2010) — con Elena Baldecchi.
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Notizie
23.01.2014 08:34
VERSO SOCHI 2014
La marcia di avvicinamento verso SOCHI 2014 continua..
Nell'album azzurri d'oro troverete tutti i...
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13.01.2014 15:17
IL DOPO ALLEGRI
Chiedo scusa fin da subito ai tifosi milanisti ma questa è troppo bella!!
Non...
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...Ci si può drogare di cose buone e una di queste è certamente lo sport...
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![Foto: "Se non credi in te stesso, scordati che qualcun altro lo faccia per te"
Kobe Bryant
La settimana di Alebarsport inizia con un post dedicato ad Elena ed a suo figlio Tommy..
KOBE BEAN BRYANT è un cestista statunitense guardia tiratrice. Milita nei Los Angeles Lakers, squadra con cui ha conquistato cinque titoli NBA. Con la Nazionale statunitense ha partecipato ai FIBA Americas Championship 2007, ai Giochi olimpici di Pechino 2008 e di Londra 2012, vincendo la medaglia d'oro nelle tre manifestazioni.
Bryant è uno dei migliori tiratori ed è il quarto cestista più prolifico della storia della NBA, alle spalle di Jabbar, Karl Malone e Jordan.
Gioca solitamente come guardia tiratrice, ma all'occorrenza può ricoprire i ruoli di playmaker e ala piccola.
Dal 1999 è stato sempre incluso in almeno uno dei tre quintetti dell'All-NBA Team, ed è stato convocato per partecipare all'NBA All-Star Game. In 12 occasioni ha fatto parte di uno dei due NBA All-Defensive Team.
È un realizzatore fantastico ed ha al suo attivo una media di circa 25 punti a partita, da aggiungere ad uno score medio di 4,7 assist, 5,3 rimbalzi ed un totale di oltre 1.800 palle rubate. È anche un abile tiratore da tre punti: a pari merito con Donyell Marshall, infatti, detiene il record NBA di triple realizzate in una sola partita, 12. Gli oltre 31.400 punti totali realizzati lo pongono al 4º posto tra i migliori marcatori NBA di sempre, primo tra quelli in attività. È invece al 3º posto per quanto riguarda i migliori realizzatori di sempre nei playoff, con 5.640 punti (alle spalle di Michael Jordan con 5.987).
È il terzo figlio dell'ex cestista Joe Bryant e di Pamela Cox, sorella dell' ex cestista Chubby Cox ritiratosi nel 1983: ha infatti due sorelle più grandi, Sharia e Shaya. Il suo primo nome, Kobe, fa riferimento alla pregiata qualità di carne bovina, quella che i suoi genitori mangiarono in un ristorante poco prima della sua nascita. i
Inizia a giocare a basket sin da piccolo in Italia, dove il padre gioca fra il 1984 e il 1991. Parla fluentemente l'italiano, avendo vissuto in Italia tra i 6 e i 13 anni, al seguito del padre, che aveva lasciato la NBA per trasferirsi prima a Rieti poi alla Viola Reggio Calabria, all'Olimpia Basket Pistoia e alla Pallacanestro Reggiana.
Tornato negli USA si iscrive alla high school, dove guadagna fama a livello nazionale vincendo il titolo statale con la Lower Merion High School, situata in un sobborgo di Philadelphia, infrangendo al contempo il record di punti nel quadriennio liceale per la zona di Philadelphia detenuto da Wilt Chamberlain mettendo a referto ben 2883 punti.
l padre Joe Bryant ha recentemente dichiarato :
"Se Kobe è diventato il giocatore che è oggi, lo deve soprattutto al basket italiano. Gli hanno insegnato l'abc. In America si salta e si corre, ma pochi conoscono i fondamentali."
Nel 1996, all'età di 18 anni, decide quindi di fare il grande salto tra i professionisti e si dichiara eleggibile per il Draft NBA senza passare per il college, pratica poco diffusa allora e divenuta poi più comune, prima dell'introduzione di un limite di età per l'ingresso nella lega professionistica.
Viene scelto dagli Charlotte Hornets al primo giro come numero 13 assoluto; subito dopo, però, gli Hornets cedono ai Los Angeles Lakers i diritti su Bryant in cambio del ventottenne centro Vlade Divac, che dopo sette stagioni ai giallo-viola passa così in Eastern Conference. Los Angeles aveva appena messo sotto contratto il centro più forte sul mercato, Shaquille O'Neal, e non aveva dunque più bisogno di Divac. I Lakers, prima di orchestrare lo scambio, allestirono un provino per testare le qualità del giovane Kobe (che tra l'altro sperava di essere scelto proprio dai Lakers) e ne furono conquistati.
In realtà Bryant avrebbe potuto essere scelto ben più in alto nel draft: i New Jersey Nets, in possesso della scelta n° 8, erano molto interessati a Kobe. Il suo agente Arn Tellem, però, sapendo che a Los Angeles avrebbe trovato una squadra, guadagni e sponsorizzazioni ben superiori, bluffò dicendo che se Bryant fosse stato scelto dai Nets non sarebbe mai andato a giocare nel New Jersey, tornando piuttosto in Italia, dov'era cresciuto. I Nets si tirarono indietro e ripiegarono su Kerry Kittles, giocatore che avrebbe poi avuto una carriera discreta e niente di più.
Nell'estate 1999 Rambis viene degradato a viceallenatore e come nuovo coach arriva Phil Jackson, già sei volte campione NBA con i Chicago Bulls. Subito i Lakers vincono tre titoli NBA consecutivi, nel 2000, nel 2001 e nel 2002, terzo three-peat per Jackson, dopo i due con i Bulls.
Si è sposato il 18 aprile 2001 con Vanessa Laine, all'epoca ventunenne, da cui ha avuto due figlie: Natalia Diamante Bryant, nata il 19 gennaio 2003 e Giannamaria-Onore Bryant, nata il 1º maggio 2006.
I rapporti con O'Neal, da sempre burrascosi, si rovinano del tutto a seguito dello scandalo che toccherà Bryant circa l'ipotesi di stupro, a causa di frasi dello stesso Bryant che, non sapendo di essere registrato, chiamavano in causa O'Neal. Ad ogni modo, agli occhi di molti osservatori i rapporti fra i due sono peggiorati negli anni anche a causa della crescita di Bryant come giocatore, a cui faceva da contraltare la fine della fase di assoluto dominio di O'Neal. Quest'ultimo accettava sempre meno l'ipotesi di dover lasciare la scena e diventare il "secondo" della coppia, permettendo a Bryant di prendere in mano la squadra nei momenti decisivi e garantendo, probabilmente, il prolungamento di una dinastia vincente ai Lakers. A seguito della sconfitta nelle finali NBA del 2004 contro Detroit, Bryant decide di testare il mercato dei free agent, ma il 15 luglio 2004 sigla un rinnovo con i Lakers per sette anni, per la cifra di 136,6 milioni di dollari. Contestualmente, venendo a conoscenza del fatto che il proprietario dei Los Angeles Lakers Jerry Buss era intenzionato a tenere Bryant, O'Neal chiese di essere ceduto, ponendo fine di fatto ad una squadra che aveva dominato l'inizio del millennio. Va notato che O'Neal vincerà poi un titolo a Miami con gli Heat nel 2006, dove fece coppia con il nuovo astro nascente Dwyane Wade, una guardia atletica e talentuosa al quale O'Neal non fece nessuna fatica a cedere la leadership della squadra (tant'è che fu proprio Wade ad essere meritatamente nominato MVP, most valuable player, di quelle finali). All'addio di Shaq, si accompagna quello di coach Jackson e di alcuni giocatori del nucleo storico dei Lakers (Derek Fisher, Rick Fox). Riparte tutto da Bryant.
Dopo un breve periodo sotto coach Rudy Tomjanovich e Frank Hamblen, Jackson torna ad allenare i Lakers.Bryant è inizialmente fiducioso circa i piani dirigenziali, ma dopo tre anni con una mancata partecipazione ai play-offs e due eliminazioni al primo turno, chiede garanzie circa le ambizioni del club, fino a paventare la richiesta di cessione. La mancata acquisizione di Jason Kidd per non privarsi del giovane ma acerbo centro Andrew Bynum fa montare Bryant su tutte le furie. Tuttavia, l'acquisto di Pau Gasol nel mercato di riparazione nel 2008 proietta i Lakers di nuovo in finale (dove perdono però contro i Boston Celtics, più nettamente di quanto dica il 4 a 2 conclusivo).
Il 22 gennaio 2006 ha stabilito il secondo miglior punteggio di tutti i tempi in una singola partita nella storia NBA, segnando 81 punti contro i Toronto Raptors, guidando i Lakers alla vittoria per 122-104. Significativo il fatto che i Lakers stessero perdendo di 18 punti nel terzo quarto: ciò valorizza ancor di più la prestazione di Bryant, ottenuta per far vincere la propria squadra e in un contesto competitivo; la prestazione di Bryant ha visto segnare 21/33 da due punti, 7/13 da tre punti e 18/20 ai tiri liberi, ai quali vanno aggiunti 6 rimbalzi, 2 assist, 3 palle recuperate ed 1 stoppata. 14 punti nel primo quarto, 12 nel secondo e due spaventose realizzazioni di 27 e 28 punti nei due quarti finali. La sua prestazione è seconda solo ai 100 punti messi a segno da Wilt Chamberlain il 2 marzo 1962 con i Philadelphia Warriors contro i New York Knicks.
Nel luglio 2006 è stato operato ad un ginocchio, pertanto è stato costretto a saltare i mondiali di pallacanestro che si sono tenuti in Giappone tra agosto e settembre. Il 22 marzo 2007 diventa il quarto giocatore nella storia a segnare almeno 50 punti in 3 partite consecutive (con Wilt Chamberlain, Michael Jordan ed Elgin Baylor), il primo a riuscirci dal 1987, quando ci riuscì Jordan. Supera anche questo record due giorni dopo, segnando altri 50 punti che lo portano ad essere il secondo giocatore NBA dopo Wilt a fare un poker "over 50" (65-50-60-50). Ad onor della cronaca, la partita successiva segna 43 punti. Le prestazioni fra l'altro valgono un record vittorie-sconfitte di 4-0 (dopo un periodo molto negativo per la squadra, con serie anche di 6 sconfitte consecutive).
La bella stagione dei Lakers vissuta nel 2007-2008 fa vincere finalmente a Bryant il premio di Miglior Giocatore della Lega (MVP), riuscendoci dopo 12 anni di carriera NBA. I Lakers, tuttavia, tornati alle finali per la prima volta dalla sconfitta del 2004, vengono sconfitti dai Boston Celtics 4-2.
Il 2 febbraio 2009 sempre con i suoi Los Angeles Lakers realizza una prestazione da incorniciare al Madison Square Garden contro i New York Knicks mettendo a referto 61 punti che rappresentano il record nella lunga storia dello stadio della Grande Mela; il precedente record di punti apparteneva a Bernard King che il giorno di Natale del 1984 totalizzò 60 punti. Diventa anche co-MVP dell'All Star Game 2009 a pari merito con l'ex-compagno di squadra Shaquille O'Neal, riproponendo per una gara la coppia del three-peat tra 2000 e 2002.
La stagione 2008-2009 conferma i Lakers come una delle migliori squadre, e nella regular season ottengono il secondo record assoluto una partita solamente dietro i Cleveland Cavaliers. Il 14 giugno 2009 vince per la prima volta il premio come MVP delle finali, giocata dai suoi Lakers contro i sorprendenti Orlando Magic (4-1 il risultato finale della serie), diventando il primo giocatore dai tempi di Jerry West nel 1969 a mantenere una media di almeno 32,4 punti e 7,4 assist in una serie[8][9] ed il primo dopo Michael Jordan ad avere una media di almeno 30 punti, 5 rimbalzi e 5 assist per una squadra che abbia vinto il titolo.
I suoi 162 punti totali lo vedono al quarto posto assoluto della storia per un singolo giocatore in una serie di finale di 5 partite giocate.
Il 1º febbraio 2010, Bryant diventa il miglior marcatore dei Los Angeles Lakers con 25 208 punti in carriera, sorpassando Jerry West. Nei playoffs i Lakers arrivano alle finali dove affrontano i Boston Celtics dopo aver battuto Oklahoma per 4 a 2, Utah per 4 a 0 e Phoenix per 4 a 2; la finale, che alla fine della quinta gara vede i Celtics in vantaggio per 3 a 2, si decide alla settima gara, con la squadra losangelina che batte Boston per 83 a 79. Bryant vince così il suo quinto titolo in carriera, insieme al secondo trofeo di miglior giocatore delle finali. Durante l'annata 2010-11 Bryant entra nella top-ten dei migliori realizzatori NBA superando leggende del calibro di Dominique Wilkins e Hakeem Olajuwon. Verso la seconda parte di stagione con ancora più di 30 partite da disputare si ritrova ottavo.
Il 20 febbraio 2011 durante l'All Star Game 2011 giocato proprio a Los Angeles conquista il suo quarto titolo di MVP della gara delle stelle, grazie ad una prestazione da 37 punti e 14 rimbalzi in 29 minuti di gioco; lo stesso giorno diventa il primo giocatore di sempre ad entrare a far parte della Walk of Fame di Hollywood.[14]. In quella stagione i Lakers sono ancora i favoriti per la vittoria finale e tutti si aspettano la finale contro i nuovi Miami Heat di Lebron James, Dwayne Wade e Chris Bosh. Chiusa la regoular season al 2º posto ad ovest dietro i San Antonio Spurs i Lakers nei playoff superano 4-2 i New Orleans Hornets, dopo aver perso gara 1 in casa, ma in semifinale vengono spazzati via 4-0 dai futuro campioni NBA dei Dallas Mavericks.
Sempre nel 2011 appare nella pubblicità di Call of Duty: Black Ops. Nel commercial viene ripreso impugnando un fucile con sopra impressa la scritta "Mamba", suo soprannome. Tra i vari spot di cui è stato protagonista, alcuni dei più ricordati sono quelli recitati con LeBron James e girati per la Nike; il nome della serie pubblicitaria era "MVPs puppets".
Il 6 febbraio 2012 diventa il 5° miglior marcatore della storia NBA, superando in classifica Shaquille O'Neal[15]. Anche questa stagione però si chiude con un'altra eliminazione alle semifinali di conference contro gli Oklahoma City Thunder di Kevin Durant e quindi Kobe vede sfumare la possibilità di vincere il 6º titolo suo obiettivo dichiarato così da poter eguagliare Michael Jordan Viene inserito nel quintetto base della NBA Western Conference per l'edizione 2012 dell'All-Star Game. Nella partita delle stelle ad Orlando con i suoi 28 punti, Kobe supera Michael Jordan come miglior realizzatore di sempre all' All-Star Game. Nel turno infrasettimanale di regular season il "Black Mamba" supera contro i Minnesota Timberwolves quota 29 000 punti in NBA.
Il 5 dicembre 2012 raggiunge i 30.000 punti nella gara vinta contro i New Orleans Hornets, segnando il suo 14º punto nella partita a un minuto dalla fine del terzo quarto. È il quinto giocatore a raggiungere tale record, e il più giovane della storia a farlo.[16] Il 30 marzo 2013 raggiunge i 31.423 punti, superando Wilt Chamberlain.
Il 12 aprile 2013 contro Golden State subisce un grave infortunio al tendine d'achille che lo costringe a chiudere anticipatamente la stagione.
LA BUONA NOTIZIA E' CHE PROPRIO IERI 17 NOVEMBRE 2013 KOBE BRYANT HA RIPRESO GLI ALLENAMENTI.
Ricapitolando questi sono tutti i RECORD ASSOLUTI DI KOBE BRYANT:
*Più giovane giocatore dell'All Star Game (19 anni e 175 giorni) l'8 febbraio 1998.
* Più giovane giocatore ad essere stato scelto nel NBA All-Defensive Team (1999-2000).
* Più giovane giocatore ad essere stato scelto nel NBA All-Rookie Team (1996-97).
* Più giovane giocatore ad avere vinto lo Slam Dunk Contest: (18 anni e 175 giorni) l'8 febbraio 1997.
* Miglior realizzatore di sempre dell'All Star Game con 280 Punti.
* Più canestri realizzati negli All Star Game: 115.
* Maggior numero di rimbalzi offensivi: 10 in una gara dell'All Star Game, nel 2011.
* Maggior numero di recuperi negli All Star Game: 37, condiviso con Michael Jordan.
*Più giovane giocatore ad avere segnato:
23.000 punti (30 anni e 171 giorni)
24.000 punti (31 anni e 75 giorni)
25.000 punti (31 anni e 151 giorni)
26.000 punti (32 anni e 80 giorni)
27.000 punti (32 anni e 160 giorni)
28.000 punti (33 anni e 131 giorni)
29.000 punti (33 anni e 199 giorni)
30.000 punti (34 anni e 105 giorni)
31.000 punti (34 anni e 185 giorni)
*Uno dei due giocatori della storia ad aver segnato 50 o più punti in 4 gare consecutive (l'altro è Wilt Chamberlain che è il primo essendo arrivato a 7 gare consecutive).
* Più tiri da 3 segnati in una partita: 12 (7 gennaio 2003 contro i Seattle SuperSonics; eguagliato da Donyell Marshall il 13 marzo 2005).
* Più tiri da 3 segnati in un tempo: 8 (28 marzo 2003 contro i Washington Wizards)
* Più tiri liberi segnati in un quarto: 14 (20 dicembre 2005 contro i Dallas Mavericks)
* Più tiri da 3 segnati negli All-Star Game: 17
* Unico giocatore nella storia NBA a segnare almeno 600 punti nella postseason per tre anni consecutivi.
633 (2008), 695 (2009), 671 (2010)](https://fbcdn-sphotos-h-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn2/p480x480/1459824_669553016412434_45956185_n.jpg)